Ero circa in prima superiore quando mi venne in mente l’idea che il mio modo di vestire non fosse più adatto.

Io, in foto, se qualcuno dovesse fare domande.

Avevo tra le mani una foto di classe: i capelli tagliati corti dietro, una felpa bianca con Minnie Mouse sopra, scarpe da ginnastica e un paio di pantaloni ARANCIONE FOSFORESCENTE.
Alle medie ci si vestiva in modo diverso, utilizzando jeans, felpe, maglioni e scarpe da ginnastica con colori più o meno discutibili.


Guardando quella foto mi rendevo conto che non mi piacevo, quello che provavo dentro di me non si rifletteva nel mio aspetto esteriore.
Durante la terza media ero diventata un “maschiaccio”, indossavo felpe larghissime, pantaloni da uomo, scarpe alte di Foot Locker, viola e bianche.
Era un modo per nascondere il mio corpo e far emergere il mio carattere forte; ciò che mostravo era insicurezza dietro colori scuri.
Col passare del tempo, mi sono completamente trasformata e ho compreso che l’eleganza è ciò che mi rappresenta al meglio.

Fun fact:
Durante il secondo anno di liceo, un compagno di un’altra classe mi scambiava per una professoressa perché indossavo una giacca elegante (panna, con bottoni squadrati oro; bellissima, tra l’altro). Dentro morivo di vergogna ma non ho più smesso di vestirmi bene.


Al liceo indossavo le giacche, gonne con la ruota, vestiti anni, gonne anni 50, camicie e così via.


All’università ho vestito diversi colori, poi con il Covid ho iniziato a vestirmi di nero (nessuna correlazione, mi piaceva sentirmi una vedova nera), poi ho cominciato con colori sgargianti. Infine, scomprendo l‘armocromia (disciplina che studia i colori che si adattano a una persona, dividendoli in quattro stagioni: inverno, estate per i colori freddi, primavera e autunno per i colori caldi), sono passati ai colori pastello, in quanto sono un’Estate Chiara.
Durante l’università ho dato il massimo di me stessa, soprattutto nell’ultimo anno.

C’è chi mi definiva una sciura, una Winx o stilosa; io mi sentivo me stessa.

Armocromia, scienza dei colori sul viso - Nozze in Città

A Milano, il mio stile spaziava tra l’elegante bon ton, il vintage e l’urban chic.
Ad Avignone, in Francia dove ho fatto l’Erasmus, indossavo quotidianamente colori molto scuri.
Durante l’ultimo anno a Lisbona, il mio stile si concentrava sull’urban chic, con colori sempre in armonia, mentre ora ad Amsterdam il mio stile oscilla tra l’elegante bon ton e il romantico.

Milano: non ho modo di mostrare foto su questo sito, ma la mia passione creativa si è notevolmente sviluppata nei corridoi dell’Università.

Lisbona, il mio armadio nella prima casa prima di adottare su uno stile casual chic (ho comprato una maglia stupenda delle Superchicche). Il motivo di questo passaggio dipende da due ragioni:
1. adattarmi alle salite della capitale
2. Un aumento di peso, dovuto alle fatiche del momento che hanno acuito il mio disturbo alimentare.
Il grasso mi aveva reso più insicura ma non meno creativa 😉

Amsterdam:

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