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Se stai pensando a una fuga a Palma de Mallorca e vuoi un mix perfetto di mare, cultura e buon cibo, sei nel posto giusto. Questa guida ti porterà alla scoperta dell’isola con un itinerario rilassante, arricchito dalla mia esperienza personale.

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Dove si trova Palma de Mallorca

Palma si trova in Spagna ed è il capoluogo dell’isola di Mallorca, che a sua volta fa parte delle Isole Baleari.

A Maiorca si parla sia spagnolo che catalano, ma la variante locale è il maiorchino (e sì, l’ho scoperto per caso, ma ci arriviamo dopo).

Dove dormire a Palma de Mallorca

Per un’opzione economica e comoda, ho scelto The Boc Hostel Palma, a pochi passi dal centro e vicino al supermercato Mercadona (utile per chi vuole risparmiare sui pasti).

L’ostello si trova in un palazzo storico con pavimenti originali e balconi caratteristici.

L’unica pecca è che in camera entra poca luce, ma il fascino retrò compensa. Attenzione: attualmente è chiuso per ristrutturazione, quindi controlla prima di prenotare.

Primo giorno: arrivo e prima esplorazione.

In questo viaggio sono in compagnia di Stefania (nome di Fantasia). Mentre parto da Amsterdam, la mia amica prende un aereo da Milano. Ci troviamo direttamente a Palma per andare in ostello.

Dopo una notte di sonno di tre ore per il lavoro e un volo all’alba, la prima cosa che voglio vedere è il mare.

Cosa è successo in ostello

  • Ci chiedono di pagare 5 euro per lasciare i bagagli qualche ora e per la stessa ragione che ci ha portato a dormire in ostello (risparmiare), andiamo in spiaggia con i bagagli.
  • Berlusconi muore e Stefania mi dice, mentre parlo con la reception: “Tata, è morto Berlusconi”. Spiego sbrigativamente chi fosse alla receptionist, ma lei non è minimamente contagiata dal nostro stupore.

Dopo qualche ora sotto il sole cocente, e con Stefania che si scotta pure l’anima 🔥🚒, torniamo in ostello per sistemarci e riposarci per la sera.

Cosa abbiamo mangiato il primo giorno

Siamo andate a mangiare in una trattoria, sperando di trovare l’autentica anima spagnola; purtroppo si trattava solo di un ristorante dall’aspetto tradizionale, ma con piatti turistici.

Secondo giorno: Playa de Illetes

Con Stefania che mostra segni evidenti di insolazione, abbiamo deciso di passare la giornata in una spiaggia più distante, Playa de Illetes. Con 13,50 € affittiamo un ombrellone e due lettini (costo simile all’Italia, eh? 🤯).

L’acqua è cristallina e trasparente, ma la corrente leggera è da non sottovalutare.

Cosa abbiamo mangiato il secondo giorno

Abbiamo mangiato in un ristorante specializzato in tapas, qualità ottima, anche se mi rimane il desiderio di mangiare in una di quelle osterie dove l’anima spagnola vibra sui muri.

Come in una tasca portoghese con i vetri sporchi e il proprietario scorbutico, che poi, portata dopo portata, si addolcisce di fronte ai tentativi vari di parlare portoghese. Ecco, questo, in chiave spagnola.

Terzo giorno: tra arte e mare

Cosa vedere a Palma de Mallorca: arte e cultura

La mattina Stefania è allo stremo. Non riesce a camminare a causa delle scottature e io ho bisogno di passare del tempo da sola. Dall’ostello, e in circa 8000 passi (a/r), mi dedico ai musei circostanti.

L’elegante scala interna della Fundació Joan March a Palma di Maiorca, dove l’architettura storica incontra l’arte contemporanea in un perfetto equilibrio di luce e forme.
L’elegante scala interna della Fundació Joan March a Palma di Maiorca, dove l’architettura storica incontra l’arte contemporanea in un perfetto equilibrio di luce e forme.

La prima tappa è la “Fundació Joan March“, con ingresso gratuito e opere di arte contemporanea. Disegni preparatori di Picasso, Miró e Dalí sono un esempio dei grandi nomi presenti. Per me l’arte contemporanea è una linfa vitale.

Scopro che l’isola ha un proprio dialetto perché, leggendo i tabelloni informativi, riesco a capire cosa c’è scritto. Il dialetto maiorchino – i maiorchini sono gli abitanti dell’isola – differisce poco dallo spagnolo, in quanto deriva dal catalano. La prima differenza facile da notare è l’uso della congiunzione “e“, che in spagnolo è “y“, mentre in maiorchino è “i“.

Durante il tragitto visito due chiese: una in stile romanico e l’altra in stile barocco.

Come ultima tappa culturale della giornata, “Es Baluard Museu d’Art Contemporani de Palma”, dove con 4,50 € visito due mostre. Una è su Maria Lai, artista sarda famosa per i suoi libri intessuti e opere ricamate.

Un’opera d’arte su fondo nero attraversata da linee bianche intrecciate, evocando percorsi e connessioni immaginarie.
Scrittura e numeri si trasformano in segni di un racconto infinito. Maria Lai gioca con il linguaggio, rendendo la parola “stelle” parte di un codice visivo e concettuale.

Escursione in barca a Palma de Mallorca

Il primo pomeriggio lo dedichiamo a un giro in barca di cinque ore, con una sosta prolungata di circa tre ore e mezza, bevande e buffet inclusi. 

Prenotiamo su “Get Your Guide” a un prezzo di 56 euro. L’annuncio prevedeva due soste in punti strategici dell’isola, ma ne facciamo solo una, dove ho potuto nuotare in un posto inaccessibile senza barca.

Il prezzo “non troppo alto”, considerando le ore trascorse sulla barca e il cibo offerto, è giustificato dal fatto che la barca rimane ferma a lungo con novantadue persone a bordo paganti e solo tre membri del personale.

Tutto è stato gestito bene, compresa la pulizia dei bagni visto il numero di persone.

Cosa abbiamo mangiato il terzo giorno

Abbiamo mangiato sulla barca e c’era anche la frutta.

Quarto giorno: rientro e ultime scoperte gastronomiche

Siamo tornate a casa: lei a Milano, io ad Amsterdam. Mangiamo in un locale alla mano. Io ordino delle buonissime seppie grigliate, mentre Stefania prende il “Pa amb oli”, pane, olio e pomodoro. Uno dei piatti più buoni al mondo, che mi preparo anche in Calabria con i pomodori che sanno di pomodori.

Attenzione allo strutto!

Attenzione allo strutto! La tipica ensaïmada è preparata con lo strutto, così come alcune brioche della famosa pasticceria St. Cristo. Fate attenzione!

Fatemi sapere se siete stati a Mallorca e cosa avete visitato. Sicuramente la scottatura di Stefania ha ridotto le nostre attività, ma in un’amicizia c’è anche questo: il venirsi incontro e accettarsi nei propri sbagli.

Conclusione

Io sono soddisfatta di questa vacanza. Avevo bisogno di scappare da Amsterdam (come sempre) e vedere il mare, che mi ha curato anche l’anima.

Ci vediamo al prossimo articolo,

Salam aleikum,
Ale

Per continuare a leggere ciò che scrivo, per supportarmi acquistando il mio primo libro “Poliedricamente fine“.